EXODUS

Quando affrontiamo o sentiamo parlare di certi argomenti da dentro parte, anche senza volerlo, qualche dubbio, corredato da ipocrisie e da equivoci, causati da quanto vedi e senti.

Il mondo del vendere e del comperare affascina e interessa tutti. Vivere, per ognuno di noi, si assimila ed accoppia ad avere o non avere, possedere o non possedere. Il mondo di coloro che contano perché hanno o che non contano perché non hanno (i cosiddetti pirla), ci divide più dei partiti e delle fedi.

Se poi vai alle cime e ai vertici del problema, cioè se vai a toccare coloro che di questo mondo ne sono il motore, l’acceleratore, la dodicesima marcia, salta il termometro o il contachilometri.

Ed ora ridete.

Quando ad aprire un libro-metodo-guida che tratta proprio di queste cose, è don Antonio Mazzi, cioè un prete che di queste cose ne fa una guerra permanente, salta anche la torre campanaria. Eppure l’amicizia ti porta a scrivere, leggere, frequentare persone che, nella vita, fanno cose nuove, attività particolari o addirittura il contrario di quanto fai tu. Perché dentro siamo tutti uguali e non è ciò che fai a qualificarti ma come lo fai.

Il Roberto, più furbo che santo, incomincia subito a provocarti scrivendo che, per essere un venditore, illuminato, prezioso, speciale ed unico, bisogna andare da lui. Così travolge ulteriormente. Solo dopo ti accorgi che, da buon animatore e formatore, vuol farti capire che tutto è possibile se si fa con passione, con metodo, con fortuna e con pazienza. Io aggiungo: anche con caparbia!

Lo stesso principio vale per ogni attività umana, sia per educare i figli come per mantenere una qualità dignitosa di vita e per non spaventarsi davanti alle normali difficoltà. Dico normali, anche se di normale oggi non c’è più niente. Perché la vita, soprattutto quella attuale, esige qualità che fino a ieri lasciavamo alle grandi aziende e ai maghi delle vendite.

Il metodo, una volta, era parola da dottori, da professori, da intenditori, da gente in doppio petto e con il Rolex al polso. Roberto dice, in modo meno ecclesiastico, quello che dicevano i nostri parroci alla messa domenicale: “Non è la veste che fa il monaco e non sono le Ave Marie a fare i cristiani”.

Tutti possono essere venditori, Rolex sì Rolex no, altrimenti tutti diventiamo merce. La frase non è di Pascal, ma ha il suo peso. Diventare merce non fa bene a nessuno.

“Non mi piace vendere”, “Non fa per me”, “Non ci sono portato” sono pensieri “cattivi” perché generano circoli viziosi e portano molti a chiudere nel cassetto i sogni più belli.

Comunque sia, Roberto è simpatico, vi farà diventare “dottori” in vendite Ma l’ultima riga me la lasciate scrivere: sarà illuminato come pochi ma è un rompiscatole come tutti. Lo dice lui, con qualche spiegazione, che alla fine ti obbliga a dire, usando bene i congiuntivi: comunque vada, vale la pena provare.

Ai sogni bisogna credere sempre. Qualcuno (che non è Roberto) scriveva una frase più o meno adattabile al testo e al libro: è più facile che si avverino i sogni che essere promosso all’esame di maturità.

Roberto Sabatino Business Coach

Da 25 anni aiuto le imprese a crescere, ottimizzando le performance aziendali e le strategie di vendita, lavorando in particolare sul capitale umano attraverso l’analisi delle competenze personali e la valorizzazione delle singole risorse professionali.

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